Misure cautelari, SC: termine adozione ordinanza non decorre da invio pec ma da conoscenza atti

pubblicato il 01/06/18

Con la sentenza n. 21710 ud. 28/02/2018 - depositata il 16/05/2018, la sezione V della Corte di Cassazione stabilisce le modalità di individuazione del dies a quo per il calcolo del termine di adozione di un´ordinanza in materia di misure cautelari personali, in caso di trasmissione della documentazione a mezzo pec. Specifica che il mancato rispetto della disciplina contenuta agli artt. 150 c.p.p. e 64 disp. att. c.p.p. comporta che il termine non possa decorrere dalla data di ricevimento della pec, ma da quello diverso e successivo di effettiva conoscenza degli atti attraverso la stampa del messaggio di posta elettronica certificata e la verifica della loro integralità.

L´art. 311 co 5 bis c.p.p. prevede che "Se è stata annullata con rinvio, su ricorso dell´imputato, un´ordinanza che ha disposto o confermato la misura coercitiva ai sensi dell´articolo 309, comma 9, il giudice decide entro dieci giorni dalla ricezione degli atti e l´ordinanza è depositata in cancelleria entro trenta giorni dalla decisione. Se la decisione ovvero il deposito dell´ordinanza non intervengono entro i termini prescritti, l´ordinanza che ha disposto la misura coercitiva perde efficacia, salvo che l´esecuzione sia sospesa ai sensi dell´articolo 310, comma 3, e, salve eccezionali esigenze cautelari specificamente motivate, non può essere rinnovata."

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